Le case di Pietra
L'iniziativa ha lo scopo, a fronte di una recente architettura "senza qualità" che ha, in alcuni casi, abbruttito il territorio collinare piemontese, di contribuire a far rivivere case e luoghi ricchi di storia e di fascino, assegnando ogni anno un premio ai migliori restauri di tipo conservativo, realizzati nel rispetto dell'architettura rurale.
Di anno in anno viene costituita una commissione, che provvede a raccogliere le varie segnalazioni e a controllare i requisiti delle "case" che partecipano al premio. La commissione, in origine presieduta dal compianto arch. Gigi Gerbi, è ora coordinata dall'arch. Silvio Veglio di Alba.
La prima edizione del premio si è svolta nel 1988 presso il Cascinale Fontanazzone di Località Viarascio, nel Comune di Cortemilia, diventando, poi, itinerante in collaborazione con enti locali e privati.
A partire dal 1996 il premio si suddivide in tre sezioni: - Sezione "Gigi Gerbi" per edifici privati; - Sezione B per interventi pubblici; - Sezione C per beni archittetonici del territorio.
Di anno in anno viene costituita una commissione, che provvede a raccogliere le varie segnalazioni e a controllare i requisiti delle "case" che partecipano al premio. La commissione, in origine presieduta dal compianto arch. Gigi Gerbi, è ora coordinata dall'arch. Silvio Veglio di Alba.
La prima edizione del premio si è svolta nel 1988 presso il Cascinale Fontanazzone di Località Viarascio, nel Comune di Cortemilia, diventando, poi, itinerante in collaborazione con enti locali e privati.
A partire dal 1996 il premio si suddivide in tre sezioni: - Sezione "Gigi Gerbi" per edifici privati; - Sezione B per interventi pubblici; - Sezione C per beni archittetonici del territorio.