I Cavalieri delle Tredici Lune
L'argomento Cavalieri della Luna è accattivante e la Gazzetta d'Alba non manca di approfondirlo: Chi sono, cosa fanno, dove vanno questi cavalieri?
Su iniziativa dell'associazione culturale L'Arvangia è stato istituito l'Ordine dei Cavalieri della luna, con sede presso l'azienda Riondino in via dei Fiori 12 a Trezzo Tinella...
Scopo prioritario del sodalizio sarà l'inter¬vento a salvaguardia di giacimenti culturali del territorio, in particolare beni artistici, attraverso idonee iniziative di valorizzazione e di restauro. Fra le competenze dell'Ordine dei cavalieri della luna l'organizzazione della manifestazione annuale Festa delle Lune, il conferimento di quattro Nobel a forma di luna a chi ha operato per l'arvangia culturale del mondo di collina, e ogni altra inizativa che possa contribuire al perseguimento degli scopi statutari, consentendo di concretizzare ogni anno un intervento emblematico di restauro di un'opera artistica che appartenga ad una delle comunità rurali delle Langhe e del Roero.
In particolare i cavalieri della luna si impegnano a segnalare gli interventi di restauro più urgenti, di dipinti, ex voto, piloni votivi, cinquecentine, incunaboli, documenti di varia origine, sollecitando gli enti locali ad una difesa più rigorosa e con¬sapevole di questo comune patrimonio artistico, storico, archeologico, e culturale in senso lato. Oltre ai quattro designati annualmente in occasione della Festa delle Lune diventeranno "cavalieri"quanti hanno a cuore la tutela artistica del territorio delle Langhe e del Roero e intendono farsi carico in prima persona di un recupero culturale delle situazioni di maggiore incuria ed emarginazione.
I cavalieri pagando una quota annuale pari a cento mila lire saranno considerati a tutti gli effetti soci dell'Arvangia, riceveranno la rivista trimestrale il Lunario delle Langhe e del Roero, potranno partecipare agli incontri mensili e alle manifestazioni organizzate dall'Arvangia e in più avranno diritto a gestire autonomamente (l'80% della quota versata sarà destinata a finanziare questi progetti) gli interventi di restauro che ogni anno saranno individuati e realizzati.
Il nome di "cavalieri della luna" sta a significare che gli affiliati dovranno riconoscersi in quella speciale filosofia di vita che connota l'impegno culturale dell'Arvangia. Essere capaci cioè di incantarsi in una notte di luna piena, o inseguire miti e richiami ancestrali, o turbarsi per una collina a forma di seno, per una pietra simbolo, per un cane che abbaia con voce di lupo, per un borgo diroccato che torna a vivere come azienda agrituristica.
Dovranno somigliare, dicono i promotori, a quegli intrepidi cavalieri che sul finire del primo millennio vagavano di notte per le nostre colline con l'idea romantica di respingere gli invasori che con le loro razzie avevano fatto prosperare ovunque i deserta Langarum di triste memoria. E di conseguenza farsi loro stessi paladini di giacimenti di cultura che sembrano non importare a nessuno: il bosco, gli alberi, le case di pietra, i sentieri, la via magistra langarum, i reperti archeologici antichi o moderni, i "paesi senza storia" per colpevole incuria di chi li ha amministrati.
Cavalieri non di comodo, capaci di coerenza, di battaglie una tantum anche contro i mulini a vento, pur di far sapere in giro che esistono abbazie benedettine ridotte a porcilaie, affreschi deturpati, castelli fatiscenti, archivi pubblici depredati o lasciati ammuffire.