L’anima in versi di Angelo Manzone, chansonnier delle Langhe.
Il giornalista Raoul Molinari lo paragona ad un De Andrè delle Langhe, lontanissimo dallo star system. Nato a La Morra, dopo la parentesi di vita metropolitana a Torino, ha voluto fare ritorno al suo paese, da ultimo andando a vivere in borgata Manzoni, dove ha ritrovato gli alberi, l’odore dell’erba, gli odori e i profumi dell’infanzia.
E’ stato uno dei primi, forse il più ispirato, a mostrare in musica una Langa diversa, dopo decenni di canti da osteria che inneggiavano al vino e agli amori delle pastorelle. Le sue canzoni “Ma doman”, “Lun-a pin-a” e “Arba ‘d na vota” sono esempi di come poesia, canto e musica possano convivere, fondendosi in un linguaggio artistico senza retorica e senza banalità, con piccoli arrangiamenti musicali che provava e riprovava, da autodidatta. Canzoni come partiture, così spontanee da meravigliare chi le ascoltava, così speciali da non poter essere imitate. Rifletteva e leggeva molto, era anche in certi momenti “ruvido”, di poche parole, introverso, ma leggendo i testi che ha composto si capisce subito che ogni parola delle sue canzoni era pensata, ripensata, studiata.
E’ morto dieci anni fa a fine febbraio, in totale solitudine come può accadere solo a personaggi che si perdono correndo dietro ai propri sogni. Nella ricorrenza del primo decennale l’Associazione Culturale Arvangia vuole raccogliere tutto il materiale ( foto, spezzoni di video) che può servire a raccontare la sua “stagione breve ma straordinaria” di artista, realizzando un documentario, rimettendo in circolazione il cd delle sue canzoni e dedicandogli un evento amarcord ad inizio primavera. Chi ritiene importante questo progetto di recupero di un’esperienza musicale, poetica e culturale unica e può collaborare con osservazioni, proposte, immagini fotografiche, spezzoni di video, ricordi è pregato di mettersi in contatto con i seguenti recapiti telefonici 0173-69114/cell.338-1761673 o inviare una mail all’indirizzo arvangia@casamemorie.it
Le prime reazioni all’iniziativa intrapresa dall’Associazione Arvangia sono estremamente propositive:
Oscar Barile, attore regista della Compagnia Teatrale di Sinio :“Penso sia giusto ricordare Angelo a dieci anni dalla sua partenza: un vero cantautore della nostra terra, originale e raffinato, come, purtroppo, non ce ne sono stati prima e, per ora, neppure dopo di lui. Sabato 10 gennaio noi abbiamo fatto lo spettacolo “Mè frel” a Monastero Bormida che ha come colonna sonora due canzoni di Angelo: in questi dieci anni ogni volta che abbiamo proposto questa commedia (e sono state sicuramente una settantina), lo abbiamo ricordato con una breve memoria all’inizio e alla fine dello spettacolo. La stessa cosa è stata fatta quando abbiamo rappresentato “J’isirari” di Silvio Viberti e, in questo modo, lo abbiamo ancora sentito vivo in mezzo a noi, attraverso le sue canzoni. In genere, mentre smontiamo, lasciamo che la cassetta vada avanti per godere ancora un po’ della sua compagnia e delle sue canzoni ed è impressionante (e lo è stato particolarmente sabato) vedere come alcuni (a volte anche dieci – quindici persone) si fermino ad ascoltarlo, finché la cassetta non viene spenta. Io sono a disposizione ed anche altri della compagnia che lo hanno conosciuto e credo veramente che sia importante ricordare Angelo” .
Giancarlo Montaldo, giornalista, agronomo, esperto di comunicazione : “L'amicizia con Angelo è stato un momento importante della mia vita. Vedo di trovare materiale che possa essere utile. Mi metto in movimento. Contate su di me.”
José Pellegrini, giornalista free lance, già direttore del Corriere dei Piccoli e redattore della Domenica del Corriere: “ L’ho conosciuto al Riondino di Trezzo Tinella in un giorno indimenticabile e ho un ricordo vivo della magica atmosfera che portava gli anziani ad assentire con il capo e i piccoli a meravigliarsi all’ascolto di una favola ambientata nel mondo della poesia, dove tutto è possibile. La sua terrisità sarebbe piaciuta a Francesco Guccini, forse la sua Luna incanterebbe Lucio Dalla e il suo “brigante” per forza potrebbe suggerire una storia di rock duro a Vasco Rossi”.
Giacomo Oddero, farmacista, già Presidente della Camera di Commercio di Cuneo: “Quando ho conosciuto il cantautore Angelo Manzone ho rivisto in lui, in una chiave modernamente allegra, ridanciana e disinibita, il vecchio narratore di storie che, nelle vegli invernali, raccontava di masche, di re, di folletti, di gnomi, ‘d ràte vlòire, di boschi e piante con l’incantesimo. Una bella voce calda, accompagnata da un leggero solfeggio di chitarra”.
E’ stato uno dei primi, forse il più ispirato, a mostrare in musica una Langa diversa, dopo decenni di canti da osteria che inneggiavano al vino e agli amori delle pastorelle. Le sue canzoni “Ma doman”, “Lun-a pin-a” e “Arba ‘d na vota” sono esempi di come poesia, canto e musica possano convivere, fondendosi in un linguaggio artistico senza retorica e senza banalità, con piccoli arrangiamenti musicali che provava e riprovava, da autodidatta. Canzoni come partiture, così spontanee da meravigliare chi le ascoltava, così speciali da non poter essere imitate. Rifletteva e leggeva molto, era anche in certi momenti “ruvido”, di poche parole, introverso, ma leggendo i testi che ha composto si capisce subito che ogni parola delle sue canzoni era pensata, ripensata, studiata.
E’ morto dieci anni fa a fine febbraio, in totale solitudine come può accadere solo a personaggi che si perdono correndo dietro ai propri sogni. Nella ricorrenza del primo decennale l’Associazione Culturale Arvangia vuole raccogliere tutto il materiale ( foto, spezzoni di video) che può servire a raccontare la sua “stagione breve ma straordinaria” di artista, realizzando un documentario, rimettendo in circolazione il cd delle sue canzoni e dedicandogli un evento amarcord ad inizio primavera. Chi ritiene importante questo progetto di recupero di un’esperienza musicale, poetica e culturale unica e può collaborare con osservazioni, proposte, immagini fotografiche, spezzoni di video, ricordi è pregato di mettersi in contatto con i seguenti recapiti telefonici 0173-69114/cell.338-1761673 o inviare una mail all’indirizzo arvangia@casamemorie.it
Le prime reazioni all’iniziativa intrapresa dall’Associazione Arvangia sono estremamente propositive:
Oscar Barile, attore regista della Compagnia Teatrale di Sinio :“Penso sia giusto ricordare Angelo a dieci anni dalla sua partenza: un vero cantautore della nostra terra, originale e raffinato, come, purtroppo, non ce ne sono stati prima e, per ora, neppure dopo di lui. Sabato 10 gennaio noi abbiamo fatto lo spettacolo “Mè frel” a Monastero Bormida che ha come colonna sonora due canzoni di Angelo: in questi dieci anni ogni volta che abbiamo proposto questa commedia (e sono state sicuramente una settantina), lo abbiamo ricordato con una breve memoria all’inizio e alla fine dello spettacolo. La stessa cosa è stata fatta quando abbiamo rappresentato “J’isirari” di Silvio Viberti e, in questo modo, lo abbiamo ancora sentito vivo in mezzo a noi, attraverso le sue canzoni. In genere, mentre smontiamo, lasciamo che la cassetta vada avanti per godere ancora un po’ della sua compagnia e delle sue canzoni ed è impressionante (e lo è stato particolarmente sabato) vedere come alcuni (a volte anche dieci – quindici persone) si fermino ad ascoltarlo, finché la cassetta non viene spenta. Io sono a disposizione ed anche altri della compagnia che lo hanno conosciuto e credo veramente che sia importante ricordare Angelo” .
Giancarlo Montaldo, giornalista, agronomo, esperto di comunicazione : “L'amicizia con Angelo è stato un momento importante della mia vita. Vedo di trovare materiale che possa essere utile. Mi metto in movimento. Contate su di me.”
José Pellegrini, giornalista free lance, già direttore del Corriere dei Piccoli e redattore della Domenica del Corriere: “ L’ho conosciuto al Riondino di Trezzo Tinella in un giorno indimenticabile e ho un ricordo vivo della magica atmosfera che portava gli anziani ad assentire con il capo e i piccoli a meravigliarsi all’ascolto di una favola ambientata nel mondo della poesia, dove tutto è possibile. La sua terrisità sarebbe piaciuta a Francesco Guccini, forse la sua Luna incanterebbe Lucio Dalla e il suo “brigante” per forza potrebbe suggerire una storia di rock duro a Vasco Rossi”.
Giacomo Oddero, farmacista, già Presidente della Camera di Commercio di Cuneo: “Quando ho conosciuto il cantautore Angelo Manzone ho rivisto in lui, in una chiave modernamente allegra, ridanciana e disinibita, il vecchio narratore di storie che, nelle vegli invernali, raccontava di masche, di re, di folletti, di gnomi, ‘d ràte vlòire, di boschi e piante con l’incantesimo. Una bella voce calda, accompagnata da un leggero solfeggio di chitarra”.